Il testo qui sotto mostrato è stato copiato e incollato direttamente e senza autorizzazione dal sito uffiale di Giacomo Manzoni, scultore italiano del secolo scorso, conosciuto col nome di Giacomo Manzù...
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"L’opera d’arte scaturisce unicamente e solo da un moto d’amore… La condizione essenziale per la vostra opera è che dal vostro intimo scaturisca un fuoco che investa la materia che non può restare semplicemente tale, perché sotto le vostre mani dovrà sublimarsi in spirito. La concezione plastica non deve essere ispirata da pregiudizi formali, ma soltanto dall’amore”.
(discorso agli studenti dell’Accademia estiva di Salisburgo).
“Il mio lavoro è il ritratto della mia voce, l’incontro coi morti della ‘spagnola’ e con la natura, dai dieci ai quattordici anni. Vi è la sedia, che è l’unica eredità di casa mia, vi sono i cardinali, che sono il ricordo della mia infanzia, vi è il Cristo dell’umanità, che è stato il mio primo conforto e poi sconforto, vi è la vestaglia che portava la signora Lampugnani, vi è il partigiano impiccato che ho visto, vi sono i morti innocenti della guerra, l’incontro con Inge, che mi ha portato l’amore nella vita e nel lavoro, vi è Lenin che ho visto morto, vi sono gli incontri con Papa Giovanni, vi sono i miei figli Giulia e Mileto che vivono con me, vi sono le pieghe che mi perseguitano e, in ultimo, tutti i sacrifici con i quali vivono le mie speranze”.
“La luce, quando si lavora, viene dalle mani.”
“Io lavoro perché mi è una necessità indispensabile all’anima. Per il resto, se vi è qualcosa da dire, penseranno i miei disegni e le mie sculture”.
“Fidia ha scolpito le nuvole sotto il vento ed il sole provocando l’uragano nella scultura, sia per il passato quanto per il presente.”
“I due amanti travolti dalla spinta d’amore, solo il sesso era la ragione dei movimenti che i due corpi si avvolgevano nelle coperte, facendo dei due esseri e le pieghe un uragano di azioni, rapide e sconvolgenti come le grandi nubi nella furia delle acque e dei venti, quando il tempo si infuria sul mare. Poi i due corpi e le pieghe si placano, ed il sole fa luce sul sonno degli amanti”.
“Si, certo: guardo la natura quando mi dà qualche consiglio, altrimenti sono io a dare consigli alla natura.
Questa è ispirazione.”
“L’opera d’arte non ha età.”
“Inge mia, tu mi hai amato un secondo, un minuto, un’ora, un giorno, una settimana, un mese, un anno; fino all’infinito!”
“Ho due cose da me amate in particolare, anzi adorate. Una è la scodellina di mia madre e l’altra, il cuore della Inge”.
“Quando ci siamo incontrati, un raggio di sole ha trafitto il mio volto; Inge mia.
Penso, che nè la rosa, né la gardenia e nemmeno l’orchidea, assomigliano a te: forse è il giglio che è come il tuo sguardo, Amata mia!”
“Inge, quando i tuoi occhi sono nel dolore, mi sembra di vedere il mondo trafitto”.
“Ulisse, poeta vagabondo, ignaro dei beni materiali, lontano dalle avidità corporali, spinto, come le nuvole dal vento, andava per terra e per mare, ispirato dall’aria mediterranea portando con sé il trionfo quotidiano del coraggio, della sfida, della lotta; amando la terra e gli esseri; come per vincerli ed averli con sé.
Anche nel ritorno, Ulisse, dove l’amore ti ha portato alla fine. O grande uomo, senza età e paragoni nel tuo Canto, sei impareggiabile”.
“Ulisse, selvaggio e bagnato di acqua salata, desiderato dall’amore di Penelope ma Ulisse sempre lontano e desolato incontra l’ancella alla quale si abbandona, corpo contro corpo, nelle pieghe sotto le stelle.
Penelope, mia Penelope, rimani immobile con gli occhi chiusi e col pensiero... Con l’abbraccio contro il mio corpo, suggerendo parole d’amore e nel movimento con le mie labbra calde d’amore e con le mani avvolte nei tuoi capelli e soffermandomi sulla tua parte sensibile dove l’amore brucia, mia Penelope d’amore!”
“L’incontro con Inge e Ulisse, deve stendersi nel sole, negli uragani, con le onde del mare nello spazio e col vento nelle azioni dei corpi e delle pieghe degli esseri presenti”.
“Ulisse mi ha sempre attirato per la sua forza, la sua perseveranza, la sua intelligenza che lo fanno trionfare su tutte le avversità che il destino accumula contro di lui”.
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"L’opera d’arte scaturisce unicamente e solo da un moto d’amore… La condizione essenziale per la vostra opera è che dal vostro intimo scaturisca un fuoco che investa la materia che non può restare semplicemente tale, perché sotto le vostre mani dovrà sublimarsi in spirito. La concezione plastica non deve essere ispirata da pregiudizi formali, ma soltanto dall’amore”.
(discorso agli studenti dell’Accademia estiva di Salisburgo).
“Il mio lavoro è il ritratto della mia voce, l’incontro coi morti della ‘spagnola’ e con la natura, dai dieci ai quattordici anni. Vi è la sedia, che è l’unica eredità di casa mia, vi sono i cardinali, che sono il ricordo della mia infanzia, vi è il Cristo dell’umanità, che è stato il mio primo conforto e poi sconforto, vi è la vestaglia che portava la signora Lampugnani, vi è il partigiano impiccato che ho visto, vi sono i morti innocenti della guerra, l’incontro con Inge, che mi ha portato l’amore nella vita e nel lavoro, vi è Lenin che ho visto morto, vi sono gli incontri con Papa Giovanni, vi sono i miei figli Giulia e Mileto che vivono con me, vi sono le pieghe che mi perseguitano e, in ultimo, tutti i sacrifici con i quali vivono le mie speranze”.
“La luce, quando si lavora, viene dalle mani.”
“Io lavoro perché mi è una necessità indispensabile all’anima. Per il resto, se vi è qualcosa da dire, penseranno i miei disegni e le mie sculture”.
“Fidia ha scolpito le nuvole sotto il vento ed il sole provocando l’uragano nella scultura, sia per il passato quanto per il presente.”
“I due amanti travolti dalla spinta d’amore, solo il sesso era la ragione dei movimenti che i due corpi si avvolgevano nelle coperte, facendo dei due esseri e le pieghe un uragano di azioni, rapide e sconvolgenti come le grandi nubi nella furia delle acque e dei venti, quando il tempo si infuria sul mare. Poi i due corpi e le pieghe si placano, ed il sole fa luce sul sonno degli amanti”.
“Si, certo: guardo la natura quando mi dà qualche consiglio, altrimenti sono io a dare consigli alla natura.
Questa è ispirazione.”
“L’opera d’arte non ha età.”
“Inge mia, tu mi hai amato un secondo, un minuto, un’ora, un giorno, una settimana, un mese, un anno; fino all’infinito!”
“Ho due cose da me amate in particolare, anzi adorate. Una è la scodellina di mia madre e l’altra, il cuore della Inge”.
“Quando ci siamo incontrati, un raggio di sole ha trafitto il mio volto; Inge mia.
Penso, che nè la rosa, né la gardenia e nemmeno l’orchidea, assomigliano a te: forse è il giglio che è come il tuo sguardo, Amata mia!”
“Inge, quando i tuoi occhi sono nel dolore, mi sembra di vedere il mondo trafitto”.
“Ulisse, poeta vagabondo, ignaro dei beni materiali, lontano dalle avidità corporali, spinto, come le nuvole dal vento, andava per terra e per mare, ispirato dall’aria mediterranea portando con sé il trionfo quotidiano del coraggio, della sfida, della lotta; amando la terra e gli esseri; come per vincerli ed averli con sé.
Anche nel ritorno, Ulisse, dove l’amore ti ha portato alla fine. O grande uomo, senza età e paragoni nel tuo Canto, sei impareggiabile”.
“Ulisse, selvaggio e bagnato di acqua salata, desiderato dall’amore di Penelope ma Ulisse sempre lontano e desolato incontra l’ancella alla quale si abbandona, corpo contro corpo, nelle pieghe sotto le stelle.
Penelope, mia Penelope, rimani immobile con gli occhi chiusi e col pensiero... Con l’abbraccio contro il mio corpo, suggerendo parole d’amore e nel movimento con le mie labbra calde d’amore e con le mani avvolte nei tuoi capelli e soffermandomi sulla tua parte sensibile dove l’amore brucia, mia Penelope d’amore!”
“L’incontro con Inge e Ulisse, deve stendersi nel sole, negli uragani, con le onde del mare nello spazio e col vento nelle azioni dei corpi e delle pieghe degli esseri presenti”.
“Ulisse mi ha sempre attirato per la sua forza, la sua perseveranza, la sua intelligenza che lo fanno trionfare su tutte le avversità che il destino accumula contro di lui”.
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