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giovedì 1 maggio 2008

comune narrativa

se un giorno ti venisse in mente di conoscermi, mi spiace, io non ho un recapito -non potrai mai trovarmi. domandare di me è impossibile - nessuno mi conosce, nessuno sa' dove vivo.
strane coincidenze mi hanno portata a te - sai soltanto che sono di sesso femminile. per te non ho un'età, un colore di pelle, di capelli, di occhi. ho un passo ed un cammino. ho un odore ed un'aura, ma tu non mi senti, non mi vedi.
mi troverai.
mi lascerò trovare e solo allora...

una volta una rondine fu ferita da un cacciatore. quando arrivò l'autunno non poté così partire con le sue compagne verso i paesi più caldi. per qualche tempo riuscì a sopravvivere con quello che trovava nei campi. poi, terribile e gelido, arrivò l'inverno.

un freddo mattino, cercando qualcosa da mettere nel becco, la rondine si posò su uno spaventapasseri. era uno spaventapasseri molto distinto, grande amico di gazze, cornacchie e volatili vari. aveva il corpo di paglia infagottato in un vecchio abito da sera, la testa era una grossa zucca arancione, i denti erano fatti con granelli di mais, per naso aveva una carota e due noci per occhi..

"che ti capita rondinella?", chiese lo spaventapasseri, gentile come sempre. "va male", sospirò la rondine. "il freddo mi sta uccidendo e non ho rifugio. per non parlare del cibo. penso che non rivedrò la primavera".

"non avere paura. rifugiati qui, sotto la mia giacca: la paglia è asciutta e calda". così la rondine trovò una casa nel cuore di paglia dello spaventapasseri. restava il problema del cibo. era sempre più difficile per la rondine trovare bacche o semi.

un giorno in cui tutto rabbrividiva sotto il velo gelido della brina, lo spaventapasseri disse dolcemente alla rondine: "rondinella, mangia i miei denti: sono ottimi granelli di mais". "ma tu resterai senza bocca". "sembrerò molto più saggio".

lo spaventapasseri rimase senza bocca, ma era contento che la sua piccola amica vivesse. e le sorrideva con gli occhi di noce. dopo qualche giorno fu la volta del naso di carota. "mangialo. è ricco di vitamine", diceva lo spaventapasseri alla rondine.

toccò poi alle noci che servivano da occhi. "mi basteranno i tuoi racconti", diceva lui. infine lo spaventapasseri offrì alla rondine anche la zucca che gli faceva da testa.

quando arrivò la primavera, lo spaventapasseri non c' era più: si era sacrificato per far vivere la rondine.

domenica 27 aprile 2008

Dostoevskij ti amo

La vita è vita dappertutto, la vita è in noi stessi e non fuori di noi. Accanto a me ci saranno degli esseri umani ed essere uomo fra gli uomini e restarlo sempre, in qualsiasi sventura non avvilirsi, non perdersi d'animo, ecco in che consiste la vita, ecco il suo compito. [...] Guardando indietro penso quanto tempo è stato speso inutilmente, quanto ne è andato perduto in errori, futilità, incapacità di vivere; per quanto lo apprezzassi qualche volta ho peccato contro il mio cuore e il mio spirito, e il cuore mi sanguina. La vita è un dono, la vita è felicità, ogni minuto poteva essere un secolo di felicità. Si jeunesse savait! Adesso, cambiando vita, rinasco in una nuova forma. [...] Rinascerò migliore. Ecco la mia speranza, tutto il mio conforto.
(F. Dostoevskij)

lunedì 17 marzo 2008

giacomo manzù. scultore del non finito...

Il testo qui sotto mostrato è stato copiato e incollato direttamente e senza autorizzazione dal sito uffiale di Giacomo Manzoni, scultore italiano del secolo scorso, conosciuto col nome di Giacomo Manzù...

www.giacomomanzu.com

"L’opera d’arte scaturisce unicamente e solo da un moto d’amore… La condizione essenziale per la vostra opera è che dal vostro intimo scaturisca un fuoco che investa la materia che non può restare semplicemente tale, perché sotto le vostre mani dovrà sublimarsi in spirito. La concezione plastica non deve essere ispirata da pregiudizi formali, ma soltanto dall’amore”.
(discorso agli studenti dell’Accademia estiva di Salisburgo).

“Il mio lavoro è il ritratto della mia voce, l’incontro coi morti della ‘spagnola’ e con la natura, dai dieci ai quattordici anni. Vi è la sedia, che è l’unica eredità di casa mia, vi sono i cardinali, che sono il ricordo della mia infanzia, vi è il Cristo dell’umanità, che è stato il mio primo conforto e poi sconforto, vi è la vestaglia che portava la signora Lampugnani, vi è il partigiano impiccato che ho visto, vi sono i morti innocenti della guerra, l’incontro con Inge, che mi ha portato l’amore nella vita e nel lavoro, vi è Lenin che ho visto morto, vi sono gli incontri con Papa Giovanni, vi sono i miei figli Giulia e Mileto che vivono con me, vi sono le pieghe che mi perseguitano e, in ultimo, tutti i sacrifici con i quali vivono le mie speranze”.

“La luce, quando si lavora, viene dalle mani.”

“Io lavoro perché mi è una necessità indispensabile all’anima. Per il resto, se vi è qualcosa da dire, penseranno i miei disegni e le mie sculture”.

“Fidia ha scolpito le nuvole sotto il vento ed il sole provocando l’uragano nella scultura, sia per il passato quanto per il presente.”

“I due amanti travolti dalla spinta d’amore, solo il sesso era la ragione dei movimenti che i due corpi si avvolgevano nelle coperte, facendo dei due esseri e le pieghe un uragano di azioni, rapide e sconvolgenti come le grandi nubi nella furia delle acque e dei venti, quando il tempo si infuria sul mare. Poi i due corpi e le pieghe si placano, ed il sole fa luce sul sonno degli amanti”.

“Si, certo: guardo la natura quando mi dà qualche consiglio, altrimenti sono io a dare consigli alla natura.
Questa è ispirazione.”

“L’opera d’arte non ha età.”

“Inge mia, tu mi hai amato un secondo, un minuto, un’ora, un giorno, una settimana, un mese, un anno; fino all’infinito!”

“Ho due cose da me amate in particolare, anzi adorate. Una è la scodellina di mia madre e l’altra, il cuore della Inge”.

“Quando ci siamo incontrati, un raggio di sole ha trafitto il mio volto; Inge mia.
Penso, che nè la rosa, né la gardenia e nemmeno l’orchidea, assomigliano a te: forse è il giglio che è come il tuo sguardo, Amata mia!”

“Inge, quando i tuoi occhi sono nel dolore, mi sembra di vedere il mondo trafitto”.

“Ulisse, poeta vagabondo, ignaro dei beni materiali, lontano dalle avidità corporali, spinto, come le nuvole dal vento, andava per terra e per mare, ispirato dall’aria mediterranea portando con sé il trionfo quotidiano del coraggio, della sfida, della lotta; amando la terra e gli esseri; come per vincerli ed averli con sé.
Anche nel ritorno, Ulisse, dove l’amore ti ha portato alla fine. O grande uomo, senza età e paragoni nel tuo Canto, sei impareggiabile”.

“Ulisse, selvaggio e bagnato di acqua salata, desiderato dall’amore di Penelope ma Ulisse sempre lontano e desolato incontra l’ancella alla quale si abbandona, corpo contro corpo, nelle pieghe sotto le stelle.
Penelope, mia Penelope, rimani immobile con gli occhi chiusi e col pensiero... Con l’abbraccio contro il mio corpo, suggerendo parole d’amore e nel movimento con le mie labbra calde d’amore e con le mani avvolte nei tuoi capelli e soffermandomi sulla tua parte sensibile dove l’amore brucia, mia Penelope d’amore!”

“L’incontro con Inge e Ulisse, deve stendersi nel sole, negli uragani, con le onde del mare nello spazio e col vento nelle azioni dei corpi e delle pieghe degli esseri presenti”.

“Ulisse mi ha sempre attirato per la sua forza, la sua perseveranza, la sua intelligenza che lo fanno trionfare su tutte le avversità che il destino accumula contro di lui”.

lunedì 17 dicembre 2007

ruolo di genere

Ruolo di genere

da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

la concezione di Talcott Parsons' sui ruoli di genere

Lavorando negli Stati Uniti, Talcott Parsons[1] ha sviluppato un modello della famiglia nuclearefamiglia nucleare era considerata la struttura famigliare predominante.) Ha paragonato la concezione strettamente tradizionale dei ruoli di genere ad una concezione più liberale. nel 1955. (In quel luogo e tempo, la

Parsons credeva che il ruolo femminile fosse espressivo, mentre quello maschile, secondo la sua concezione, era strumentale. Credeva che le attività espressive di una donna completassero le funzioni 'interne', per esempio di rafforzare i legami tra i membri della famiglia. L'uomo, d'altro canto, sviluppava le funzioni 'esterne' di una famiglia, come la fornitura di supporto monetario.

Il modello di Parsons è stato usato per contrastare e illustrare le posizioni estreme sui ruoli di genere. Il modello A descrive la separazione totale dei ruoli di maschio e femmina, mentre il modello B descrive la dissoluzione completa delle barriere tra i ruoli di genere [2].


Modello A - Divisione totale dei ruoli Modello B - Dissoluzione completa dei ruoli
Istruzione Istruzione specifica dei generi; l'alta qualificazione professionale è importante solo per l'uomo Scuole co-educative, stessi contenuti delle classi per ragazzi e ragazze, stessa qualificazione per uomini e donne.
Professione Il posto di lavoro non è l'area principale delle donne; l'avanzamento professionale e della carriera viene considerato futile per le donne Per le donne, la carriera è tanto importante quanto per gli uomini. Per questo le opportunità professionali per gli uomini e per le donne sono necessarie.
Faccende domestiche La cura delle faccende domestiche e dei figli sono le funzioni principali della donna, la partecipazione dell'uomo in queste funzioni è solo parzialmente voluta. Tutte le faccende domestiche sono svolte da entrambe le parti contraenti il matrimonio in parti uguali.
Potere decisionale In caso di conflitto, l'uomo ha sempre l'ultima, per esempio, nello scegliere il posto in cui vivere, nella scelta della scuola per i bambini, nell'acquisto delle decisioni L'uomo non può dominare la donna; le soluzioni non sempre seguono il principio di trovare decisioni concertate; questo potrebbe portare a vacanze separate o alla vita in diversi appartamenti.
Istruzione e cura dei figli La donna si prende cura della maggior parte di queste funzioni; istruisce i figli e li accudisce in ogni aspetto L'uomo e la donna condividono queste funzioni in parti uguali.

Entrambe le posizioni estreme sono difficili da trovare nella realtà. Il comportamento reale degli individui di solito si colloca a metà tra i due poli. Il 'modello' più comune nella vita reale è il modello del "doppio ruolo" (vedi Femminismo).

In base all'approccio interazionale, i ruoli (tra cui i ruoli di genere9 non sono fissi, ma vengono costantemente negoziati dagli individui.

I ruoli di genere possono influenzare tutti i tipi di comportamento, come la scelta dell'abbigliamento, la scelta del lavoro e delle relazioni interpersonali; p.e. lo stato genitoriale (vedi anche la sociologia della paternità).

biologia

Il ruolo dei generi è stato a lungo un argomento del dibattito Natura/Educazione: le teorie tradizionali sul genere ritengono che l’identità di un genere, e dunque il ruolo di un genere, sia un fatto naturale. Per esempio, si afferma spesso nell’Occidente ed in altre società che le donne sono più naturalmente atte a prendersi cura dei bambini. L’idea che le differenze nei ruoli dei generi abbia origine nelle differenze nella biologia ha trovato supporto in parte della comunità scientifica. L’antropologia del XIX° secolo utilizza a volte descrizioni della vita delle società [paleolitiche] basate su caccia e raccolta per le spiegazioni sull’evoluzione delle differenze fra i generi. Per esempio, queste considerazioni asseriscono che la necessità di prendersi cura della prole possa aver limitato la libertà delle donne di cacciare e di assumere posizioni di potere.

Ruoli di genere e femminismo


terminologia

Notare che alcune persone considerano tutti o alcuni dei seguenti termini con una connotazione negativa.

  • Un uomo che adotti (o che venga percepito come facente) un ruolo femminile potrebbe essere descritto come effemminato, ambiguo o dell'altra sponda. È possibile che vengano usati termini peggiorativi quali mollaccione, codardo, cocco di mamma o senza spina dorsale.
  • Una donna che adotti (o che venga percepita come facente) un ruolo maschile potrebbe essere descritta come femmina rude o come maschiaccio.

il ruolo dei generi nelle carceri

Il ruolo dei generi nelle carceri va oltre la battuta: “Non far cadere la saponetta”. La verità è che alcuni carcerati, o per scelta o per imposizione forzata, assumono rigidi “ruoli femminili” secondo le linee-guida del carcere. Per esempio, una “femmina” in carcere è visto come un individuo timido, sottomesso, passivo, e uno strumento di piacere sessuale. Entrando nell’ambiente del carcere alcuni detenuti “cambiano sponda” per libera scelta personale, indicando il loro ricercare attivamente il “ruolo femminile” nel carcere per ottenere una qualche forma di potere e/o prestigio sociale. Altri, detenuti sfortunati, sono forzati a calarsi in attività del “ruolo femminile” attraverso coercizione; le più comuni implicano abuso fisico. I detenuti che sono forzati a “cambiare sponda” sono comunemente definiti “punk”. Altri termini usati per descrivere detenuti “femmine” sono “ragazze”, “bambini”, e “checche”. Alcune di queste etichette possono essere usate come metodo per descrivere lo status attribuito a qualcuno. Per esempio un “bambino” è qualcuno che è solitamente dominato dal suo padrone, o “babbo”. Il “babbo” è solitamente qualcuno con un alto status e prestigio sociale all’interno del carcere (come un capo della gang). Il ruolo “femminile” si forma attraverso l’immagine che riflette ciò che i detenuti percepiscono come uomo. Per esempio, i detenuti vedono gli uomini come forti, potenti, prestigiosi e dotati di personalità inflessibile. Comunque, i detenuti non si riferiscono alle guardie donne, che hanno potere e prestigio sui detenuti, come maschi. Le guardie donna sono comunemente definite “maschiacci”, “bocchinare” o lesbiche. Questi ruoli sono anche assunti nelle carceri femminili. [3]

Le donne che entrano nelle carceri spesso entrano “volontariamente” nel lesbismo, come come mezzo di protezione da “gang” di femmine più forti. Facendo ciò, assumeranno il ruolo sottomesso verso una femmina dominante in cambio della protezione da parte della dominante. Coloro che non entrano volontariamente nel lesbismo verranno prima o poi violentate in gruppo, per venire introdotte nel circolo, e saranno chiamate “pecore”, indicando che chiunque può possederle. È per evitare questo status che la maggior parte delle detenute “scelgono” una compagna, o permettono di essere scelte come “compagne”, in modo da rendersi disponibili per un numero minimo di partner durante la loro detenzione, invece che un numero maggiore. Quindi, in un certo senso, una detenuta sottostà ad un ruolo femminile nel sistema del carcere o per scelta o per piegarsi ad un'eccessiva coercizione, ed è questo piegarsi che ha dato il nome “femmine” ai detenuti maschi, e che identifica le detenute più forti all’interno di un carcere femminile come “maschi”. [3]


studi di genere

studi di genere

da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

gli studi di genere o gender studies, come vengono chiamati nel mondo anglosassone, rappresentano un approccio multidisciplinare e interdisciplinare allo studio dei significati socio-culturali della sessualità e dell' identità di genere.

Nati in Nord America a cavallo tra gli anni settanta e ottanta nell'ambito degli studi culturali, si diffondono in Europa Occidentale negli anni ottanta. Si sviluppano a partire da un certo filone del pensiero femminista e trovano spunti fondamentali nel poststrutturalismo e decostruzionismo francese (soprattutto Michel Foucault e Jacques Derrida), negli studi che uniscono psicologia e linguaggio (Jacques Lacan e, in una prospettiva postlacaniana, Julia Kristeva). Di importanza specifica per gli studi di genere sono anche gli studi gay e lesbici e il postmodernismo.

Questi studi non costituiscono un campo di sapere a sé stante, ma rappresentano innanzitutto una modalità di intepretazione. Sono il risultato di un incrocio di metodologie differenti che abbracciano diversi aspetti della vita umana, della produzione delle identità e del rapporto tra individuo e società, individuo e cultura. Per questo motivo una lettura gender sensitive, attenta agli aspetti di genere, è applicabile a pressoché qualunque branca delle scienze umane, sociali, psicologiche e letterarie, dalla sociologia alle scienze etnoantropologiche, alla letteratura, alla teologia, alla politica, alla demografia ecc.

Soprattutto ai loro inizi, ma in parte anche oggigiorno, gli studi di genere sono caratterizzati da una impronta politica ed emancipativa. Sono infatti strettamente connessi alla condizione femminile e a quella di soggetti minoritari. Non si limitano quindi a proporre teorie e applicarle alla analisi della cultura, ma mirano anche a realizzare cambiamenti in ambito della mentalità e della società. Sono strettamente legati ai movimenti di emancipazione femminile, omosessuale e delle minoranze etniche e linguistiche e spesso si occupano di problematiche connesse a oppressione razziale ed etnica, sviluppo delle società postcoloniali e globalizzazione.

Indice

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Sex e gender [modifica]

Tradizionalmente gli individui vengono divisi in uomini e donne sulla base delle loro differenze biologiche. Nel sentire comune, infatti, il sesso e il genere costituiscono un tutt'uno. Gli studi di genere propongono invece una suddivisione, sul piano teorico-concettuale, tra questi due aspetti dell'identità:

  • il sesso (sex) costituisce un corredo genetico, un insieme di caratteri biologici, fisici e anatomici che producono un binarismo maschio / femmina,
  • il genere (gender) rappresenta una costruzione culturale, la rappresentazione, definizione e incentivazione di comportamenti che rivestono il corredo biologico e danno vita allo status di uomo / donna

Sesso e genere non costituiscono due dimensioni contrapposte ma interdipendenti: sui caratteri biologici si innesta il processo di produzione delle identità di genere. Traducono le due dimensioni dell'essere uomo e donna. Il genere è un prodotto della cultura umana e il frutto di un persistente rinforzo sociale e culturale delle identità: viene creato quotidianamente attraverso una serie di interazioni che tendono a definire le differenze tra uomini e donne. A livello sociale è necessario testimoniare continuamente la propria appartenenza di genere attraverso il comportamento, il linguaggio, il ruolo sociale. Si parla a questo proposito di ruoli di genere. In sostanza, il genere è un carattere appreso e non innato. Maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa.

Il rapporto tra sesso e genere varia a seconda delle aree geografiche, dei periodi storici, delle culture di appartenenza. I concetti di maschilità e femminilità sono concetti dinamici che devono essere storicizzati e contestualizzati. Ogni società definisce quali valori additare alle varie identità di genere, in cosa consiste essere uomo o donna. Maschilità e femminilità sono quindi concetti relativi.

La prima formulazione del concetto di genere nell'accezione utilizzata da questo tipo di studi venne formulata dall'antropologa Gayle Rubin nel suo The Traffic in Women (Lo scambio delle donne) del 1975. La studiosa parla di un sex-gender system in cui il dato biologico viene trasformato in un sistema binario asimmetrico in cui il maschile occupa una posizione privilegiata rispetto al femminile, al quale è legato da strette connessioni da cui entrambi ne derivano una reciproca definizione.

alcuni teorici che si sono occupati di studi di genere

il genere in psicologia

la letteratura scientifica in ambito psicologico non definisce il genere in termini certi e assoluti. Sebbene si sia scritto molto sull'argomento, esplorando le differenze fra maschile e femminile, pochi esplorano in pratica le cause che oggettivamente producono tali differenze.

Il dibattito sulla importanza relativa che ricopre il contrasto natura/ambiente sembra destinato a rimanere senza soluzioni a breve; la considerazione di come i fattori genetici o culturali/ambientali possano influenzare lo sviluppo acquista ancora maggiore importanza alla luce delle moderne istanze di rivalutazione del ruolo della donna.

In generale la ricerca del settore evidenzia come la personalità e le differenze di comportamento siano da attribuire a apprendimento e condizionamenti o modelli e imitazione piuttosto che a fattori puramente biologici, sebbene ancora oggi una parte non trascurabile delle ricerche si concentri sul tentativo di individuare differenze nelle dimensioni e nella struttura del cervello che potrebbero condizionarme le funzionalità.

Si è comunque notato che l'ambiente in cui si sviluppa l'esperienza del soggetto ricopre una maggiore importanza rispetto ai fattori genetici per lo sviluppo della personalità (fanno eccezione malattie legate a ben documentati fattori genetici come il disordine bipolare, alcune forme di ritardo mentale come la sindrome di Down, e la schizofrenia).

bibliografia

  • genderqueer: Voices from Beyond the Sexual Binary, a cura di J. Nestle, R. Wilchins e C. Howell, Los Angeles: Alyson Publications, 2002
  • genere. La costruzione sociale del femminile e del maschile, a cura di S. Piccone Stella e C. Saraceno, Bologna: Il Mulino, 1996
  • generi di traverso, a cura di A. Bellagamba, P. Di Cori e M. Pustianaz, Vercelli: Edizioni Mercurio, 2000
  • e. ruspini, Le identità di genere, Roma: Carocci, 2003
  • e. showalter, "Introduction: The rise of gender", in Speaking of gender, New York - Londra: Routledge, 1989, pp. 1-13

domenica 16 dicembre 2007

identità di genere

identità di genere

da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

il concetto di identità di genere, in alcune correnti della sociologia sviluppatesi negli Stati Uniti d'America a partire dagli anni settanta del Novecento, viene utilizzato per descrivere il genere in cui una persona si identifica (cioè, se si percepisce uomo, donna, o in qualcosa di diverso da queste due polarità). Secondo i ricercatori, l'identità di genere può avere origini biologiche, tra cui lo sviluppo e i fattori ormonali durante la gestazione, e venire in seguito infuenzata dall'ambiente sociale e culturale in cui nasce il bambino o la bambina, per poi consolidarsi dopo i due anni di età[1]. Non c'è comunque un'età precisa e risulta molto variabile anche l'età in cui potrebbero sorgere eventuali problemi legati all'identità di genere [2]

indice

"identità di genere" in relazione a "ruolo" e "sesso"

Disegno di una danza cerimoniale in onore di una persona "due spiriti"

Disegno di una danza cerimoniale in onore di una persona "due spiriti"

Nella maggioranza della popolazione, l'identità, il ruolo di genere e il sesso biologico corrispondono (persone "cisgender"). Ad esempio, una donna cisgender:

  • ho gli attributi femminili (sesso)
  • mi sento donna (identità)
  • gli altri mi percepiscono donna (ruolo)

Idem nel caso di un uomo cisgender, dove però ovviamente sesso, identità e ruolo di genere saranno al maschile.

L'identità di genere è il modo in cui un individuo percepisce il proprio genere: questa consapevolezza interiore porta ad dire "io sono uomo" o "io sono donna".

Prima del XX secolo, il sesso di una persona era determinato esclusivamente dall'apparenza dei genitali. In seguito, con la scoperta del DNA e dei cromosomi, ci si basò su questi per meglio determinare il sesso: era femmina chi aveva genitali considerati femminili e due cromosomi XX, mentre era uomo chi possedeva genitali considerati maschili insieme ad un cromosoma X e uno Y. Tuttavia alcuni individui hanno combinazioni di cromosomi, ormoni e genitali che non seguono le definizioni tradizionali di "uomo" e "donna", mentre tra un individuo e l'altro i genitali possono variare nelle forme o in alcuni casi presentarsi più di un tipo di genitali o genitali difficili da classificare. Anche gli attributi corporei correlati al sesso di una persona (forma del corpo, peli del viso, timbro della voce ecc.) non sempre corrispondono con quelli attribuiti al loro sesso basato sui genitali[3]. Ricerche recenti suggeriscono che circa il 2% delle nascite presenta caratteristice più o meno divergenti da quelle assolutamente maschili o femminili, ma la percentuale di casi che ricevono una chiurgia "correttiva" è stimata intorno a 0.1-0.2%[4]. Nel caso delle persone transgender le espressioni relative al genere differiscono dai canoni tradizionali, in relazione al sesso cromosomico o basato sui genitali.

Il caso che permette di comprendere più facilmente come sia necessario distinguere fra sesso e identità di genere è quello in cui vengano rimossi i genitali esterni: quando questo avviene, o per un incidente o intenzionalmente, la libido e la capacità di esprimersi nell'attività sessuale cambiano, ma l'identità di genere può restare invariata. Uno di questi casi è quello di David Reimer, riportato nel libro As Nature Made Him di John Colapinto: nel libro viene mostrata la persistenza di un'identità di genere maschile e la tenace aderenza al ruolo di genere maschile, in una persona che ha perso il pene subito poco dopo la nascita, per via di una circoncisione[5]. In vari casi, l'identità di genere di una persona può contrastare fortemente con la sua apparenza esteriore maschile o femminile: l'identità di genere va quindi oltre il sesso dell'individuo dedotto dall'esaminazione dei genitali esterni e (in età adulta) dai caratteri sessuali secondari. sbagliata, nonostante, per "rimediare" al danno, il soggetto fosse stato riassegnato costruendo chirurgicamente i genitali femminili. Anche in casi di persone intersessuate "corrette" alla nascita si riscontrano situazioni simili

Il termine tuttavia può essere usato anche per riferirsi al genere che comunemente viene attribuito all'individuo, in base alle caratteristiche tipiche del suo ruolo di genere (vestiti, stile dei capelli, modo di parlare e di esprimersi, atteggiamenti ecc.). Il ruolo di genere riguarda dunque un insieme di elementi che suggeriscono esteriormente, quindi agli altri, la categorizzazione sessuale di un individuo. Gli aspetti che vengono associati ad un genere piuttosto che l'altro variano sensibilmente a seconda della società, del periodo storico e del contesto culturale in cui vive una determinata persona: in alcune società, la categorizzazione è particolarmente rigida e polarizzata (una certa cosa "è da femmina", un'altra cosa "è da maschio" e così via, definiti secondo gli stereotipi di maschio e femmina), mentre la determinazione del sesso è basata esclusivamente sugli organi genitali e attributi secondari esteriori, per cui il ruolo di genere riguarda anche quel tipo di attività e modi di esprimersi che vengono ritenuti opportuni e appropriati a seconda degli organi genitali esterni degli individui (di conseguenza, se queste attività e modi di esprimersi non sono ritenuti corrispondenti ai genitali dell'individuo, vengono ritenuti inopportuni e inappropriati e possono verificarsi diversi tipi di reazioni[6]). Anche la lingua e la tradizione in molte società prevedono una categorizzazione degli individui o come maschi o come femmine, ma non è così ovunque. Alcuni esempi:

  • Nella cultura del subcontinente indiano, le persone chiamate hijra in genere non vengono considerate né uomini, né donne e hanno un ruolo di genere differente. Nella maggior parte dei casi si tratta di individui biologicamente maschi o intersessuali, ma sono presenti anche individui biologicamente femmina.
  • Società nella storia in cui gli eunuchi avevano dei ruoli prestabiliti.
  • Fra i nativi americani, esistono categorie di genere multiple e alcune persone vengono chiamate "due spiriti".
  • In alcune società polinesiane, le persone chiamate fa'afafine vengono considerate un "terzo sesso" accanto al genere maschile e quello femminile. Sono biologicante maschi, ma si vestono e si comportano in un modo considerato tipicamente femminile. Secondo Tamasailau Sua'ali'i[7], almeno a Samoa, sono spesso fisiologicamente incapaci di riprodursi; inoltre queste persone non vengono discriminate e neanche trattate con condiscendenza, infatti vengono ritenute appartenenti ad un genere sessuale naturale.

problemi di discordanza col sesso biologico

Per approfondire, vedi la voce Disturbo dell'identità di genere.

Esistono persone nelle quali l'identità di genere e sesso biologico non corrispondono (le persone transgender, transessuali e diversi individui intersessuali): questa discordanza provoca una serie di conflitti interiori e di sofferenze e prende il nome di "disforia di genere" o viene diagnostica come disturbo dell'identità di genere (DIG). Oltre a queste difficoltà individuali, le persone disforiche subiscono ulteriori complicazioni e sofferenze (tra cui mobbing, discriminazione, violenza) in quelle società o ambienti sociali in cui non vengono ammessi o accettati degli atteggiamenti di espressione sociale (ruolo di genere) differenti dal sesso biologico dell'individuo (transfobia).

cause di discordanza

  • Uno dei motivi di questa discordanza nelle persone intersessuali è che alcuni individui hanno un sesso cromosomico che non si riscontra nei loro organi genitali, per cause ormonali o anomalie cromosomiche, come la sindrome di Turner o la sindrome di Klinefelter: queste persone possono apparire esteriormente di un sesso (anche diverso da quello cromosomico), ma identificarsi nell'altro.
  • Le cause nel transgenderismo o transessualismo sono meno chiare: sono state oggetto di diverse speculazioni e teorie[8], ma allo stato attuale delle ricerche, finora nessuna è stata ampiamente dimostrata.

soluzioni

Dal 1953[9] (n Italia dal 1982) è diventata possibile la riassegnazione chirurgica del sesso (RCS), con la prima vaginoplastica, mentre per i FtM è disponibile la falloplastica. Una persona che soffra di disforia di genere può dunque cercare queste forme di intervernto medico per far coincidere il proprio sesso con la propria identità di genere. L'adeguamento del sesso non si limita, almeno in Italia[10] alla sola operazione chirurgica, ma consiste invece in un lungo percorso di transizione, alla fine del quale, per la legge italiana, l'individuo viene riconosciuto appartenente a tutti gli effetti nel genere in cui si identifica.

Alcune persone con disforia di genere mantengono i genitali nella forma in cui son nati, ma vivono comunque un ruolo di genere coerente con la propria identità di genere. Altre persone rifiutano le tradizionali identità di genere maschile o femminile.

formazione e sviluppo nell'individuo

Cucina giocattolo dei primi anni 1960. Secondo alcuni ricercatori i giochi coi genitori e i giocattoli dati ai bambini ne contribuirebbero la determinazione dell'identità o del ruolo di genere

Cucina giocattolo dei primi anni 1960. Secondo alcuni ricercatori i giochi coi genitori e i giocattoli dati ai bambini ne contribuirebbero la determinazione dell'identità o del ruolo di genere[11]

La formazione dell'identità di genere è un complicato processo che inizia col concepimento e coi diversi fattori biologici durante la gestazione. Si sviluppa quindi durante le esperienze dei primi anni di vita sotto l'infuenza dei fattori socio-culturali in cui nasce l'individuo.

Alcune ricerche indicano che l'identità di genere si consolida nella primissima infanzia e in seguito resta stabile. Queste ricerche si svolgono generalmente chiedendo a persone transessuali quando si erano rese conto, per la prima volta, che il ruolo di genere impostogli dalla società non combaciava con la loro identità di genere[citazione necessaria]. Questi studi stimano che l'identità di genere si formi all'età di circa 2-3 anni.

Alcuni tuttavia contestano queste ricerche statistiche, sostenendo che soffrono di un difetto di campionamento, infatti potrebbero essere fuorvianti, se non viene interrogato anche un gruppo di controllo per verificare a che età le persone non-transessuali diventano consapevoli delle loro identità e ruoli di genere.

Una seconda critica, che viene mossa sulla validità di queste ricerche, viene dal fatto che la terapia di sostituzione ormonale e la riassegnazione chirurgica del sesso sono generalmente controllate dagli psichiatri: una delle cose che viene chiesta, per distinguere fra i "veri" individui transessuali e gli altri, è infatti proprio a quale età si sono identificati per la prima volta nell'"altro" sesso. Le persone transessuali potrebbero perciò sentire di dover dare la risposta "corretta", per avere più speranze di ottenere gli ormoni. Patrick Califia, autore di Sex Changes and Public Sex, ha indicato che questo gruppo di persone ha una chiara consapevolezza di quali risposte dare alle domande del sondaggio, in modo da essere considerate idonee alla terapia ormonale sostitutiva e/o alla rieassegnazione chirurgica:

Collabora a Wikiquote « Nessuno dei ricercatori sembra rendersi conto che loro stessi sono responsabili di creare una situazione, in cui la gente transessuale deve descrivere un insieme fisso di sintomi e recitare una storia, che viene chiaramente elaborata secondo modi prestabiliti, in modo da poter ottenere dal dottore il permesso per quello che invece dovrebbe essere un loro inalienabile diritto »


Questo tipo di critiche riguardano principalmente il metodo di indagine[12] e le "terapie" psicologiche forzate (in contrapposizione ad una consulenza psicologica come accompagnamento al percorso di transizione), ma è ritenuta comunque una garanzia una diagnosi che confermi la capacità di intendere e volere dell'individuo, per escludere l'eventuale presenza di patologie psichiatriche fuorvianti (ed esempio schizofrenia), e della reale consapevolezza della persona.

origine del concetto

Durante gli anni 1950 e '60, gli psicologi iniziarono a studiare lo sviluppo del genere nei bambini, in parte nel tentativo di determinare le origini dell'omosessualità (che all'epoca era ancora vista come un disturbo mentale). Nel 1958, all'UCLA Medical Center, venne avviato il Gender Identity Research Project (Progetto di ricerca sull'identità di genere) per lo studio sugli intersessuali e transessuali. Lo psicoanalista Robert Stoller riportò molti dei risultati della ricerca nel suo libro Sesso e genere (1968)[13]. A lui è attribuita anche l'introduzione del termine identità di genere, durante il congresso internazionale della psicoanalisi del 1963. Anche lo psico-endocrinologo John Money ebbe un ruolo importante nello sviluppo delle prime teorie sull'identità di genere: il suo lavoro alla clinica dell'identità di genere della Johns Hopkins Medical School (fondata nel 1965) sviluppò e rese popolare la teoria interazionista dell'identità di genere, la quale implica che, dopo una certa età, l'identità di genere è relativamente fluida e soggetta a costanti aggiustamenti. Il suo libro, Uomo, donna, ragazzo, ragazza[14] divenne un testo universitario, sebbene da allora molte sue idee siano state messe in discussione[15]. Il caso più famoso studiato da Money fu quello di David Reimer.

note

^ Disturbi dell'identità di genere, Manuale Merck

  1. ^ Il problema dell'identità di genere: una casistica clinica. Pubblicato su: Medicina Psicosomatica, Vol.43, n.4, 1998 (Società Editrice Universo, Roma)
  2. ^ La determinazione genotipica del sesso nella specie umana (2006) di Orietta Radi, genetista dell'Istituto di Genetica medica all'Università di Pavia
  3. ^ Blackless, Melanie, Anthony Charuvastra, Amanda Derryck, Anne Fausto-Sterling, Karl Lauzanne, and Ellen Lee (February 2000). How sexually dimorphic are we? Review and synthesis. American Journal of Human Biology 12 (2): 151-166. DOI:10.1002/(SICI)1520-6300(200003/04)12:2%3C151::AID-AJHB1%3E3.0.CO;2-F. URL accessed on 15 luglio 2007.
  4. ^ Se il sesso è a metà strada. Un bimbo su 2000 nasce con genitali diversi da quelli scritti nel Dna. Come intervenire? I problemi medici ed etici, «Corriere della Sera.it», 19 marzo 2007
  5. ^ Giorno della memoria transgender
  6. ^ Tamasailau Sua'ali'i,Samoans and Gender: Some Reflections on Male, Female and Fa'afafine Gender Identities, in Tangata O Te Moana Nui: The Evolving Identities of Pacific Peoples in Aotearoa/New Zealand. Palmerston North (Nuova Zelanda), Dunmore Press, 2001. ISBN 0-86469-369-9
  7. ^ Raccolta di teorie sulle cause del transessualismo
  8. ^ Breve storia del transessualismo
  9. ^ Standard Italiani sui percorsi di adeguamento nel disturbo dell´identità di genere (DIG)
  10. ^ Identità di genere: differenze in età evolutiva e relazione con il gioco (2006) della dott.ssa Antonella Appetecchi.
  11. ^ Alcuni dei test usati per la diagnosi di "disforia di genere" sono: il "Cogiati", il S.A.G.E."Bem Sex Role Inventory" (The Sex And Gender Explorer Test) e il
  12. ^ Titolo originale: Sex and Gender: On the Development of Masculinity and Femininity. Nell'edizione italiana ha mantenuto lo stesso titolo [1].
  13. ^ Titolo originale: Man and Woman, Boy and Girl (1972). La versione italiana è intitolata Uomo, donna, ragazzo, ragazza, a cura di Romano Forleo. Milano, Feltrinelli, 1976.
  14. ^ Donna Haraway, Manifesto cyborg. Donne, tecnologie e biopolitiche del corpo, Feltrinelli, Milano, 1995 (edizione originale: Free Association Books, 1991 ISBN 0-415-90386-6)

venerdì 14 dicembre 2007

come perdere delle ore di sonno con attività improduttive...

a guradarmi non si direbbe che la mia età mentale ... non ve lo dico, sennò, che gusto c'è? beh, gurdate in fondo e fatevene un'idea. forse è colpa del mio lavoro che mi sta responsabilizzando oppure aiutatemi a capire cosa mi sta succedendo. nel frattempo vi auguro di crederci. ciao ciao e notte a tutti.


TEST DELL'ETÀ MENTALE

Il seguente test, sviluppato da Nienteansia.it, intende verificare in maniera simpatica e divertente la propria età psicologica. Scopri quanti anni ha la tua mente sulla base dei tuoi comportamenti e delle tue abitudini. Questo test non ha alcuna valenza oggettiva e il suo intento è soprattutto quello di divertire. Si prega di non prenderlo seriamente!

1 - Cosa leggi maggiormente?
Riviste || Periodici/rotocalchi || Libri x || Quotidiani || Siti web

2 - Segui i telegiornali (in televisione)?
Mai o quasi mai || Qualche volta x || Spesso || Sempre

3 - Ti capita di addormentarti inaspettatamente (per esempio mentre leggi o guardi la tv)?
Mai o quasi mai x || Qualche volta || Spesso || Sempre

4 - Bisogna portare rispetto alle persone anziane. Sei d'accordo?
Per niente || Poco || Abbastanza || Del tutto x

5 - Chi vive una vita sana ed equilibrata avrà meno problemi da anziano. Cosa ne pensi?
Non mi interessa || Credo di sì || Sicuramente sì x || Non sempre

6 - Ai giovani interessa soltanto divertirsi. Sei d'accordo?
Per niente || Poco x || Abbastanza || Completamente

7 - Non sai mai cosa aspettarti dalla vita. Sei d'accordo?
Per niente x || Poco || Abbastanza || Completamente

8 - Se potessi scegliere, chi vorresti essere?
Un famoso cantante || Una top model || Un campione dello sport
|| Un grande attore del passato || Un importante personaggio politico x

9 - Ti corichi mai sul letto o sul divano dopo pranzo?
Mai o quasi mai || Qualche volta || Spesso || Sempre

10 - Hai l'abitudine di bere vino a tavola?
Mai o quasi mai x || Qualche volta || Spesso || Sempre

11 - Quali tra i seguenti programmi guardi maggiormente in tv?
Reality shows || Telefilms || Films x || Programmi di attualità
|| Sport || TG e notizie || Programmi mattutini || Non guardo la tv

12 - Conosci bene le tradizioni del luogo in cui vivi?
Per niente || Poco || Abbastanza x|| Completamente

13 - La bellezza esteriore svanisce presto. Sei d'accordo?
Per niente || Poco x || Abbastanza || Completamente

14 - Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. Sei d'accordo?
Per niente || Poco || Abbastanza || Completamente x

15 - Quale tra queste località preferiresti per le tue vacanze?
Ibiza || Isola D'Elba || Parigi x || Courmayeur
|| Salsomaggiore Terme || Non amo le vacanze

16 - Sono le piccole cose che danno senso alla vita. Sei d'accordo?
Per niente || Poco || Abbastanza || Completamente

17 - Ti piace fare tardi la sera?
Per niente || Poco || Abbastanza x || Molto

18 - Quale tra questi sport praticheresti più volentieri?
Calcio/Pallavolo x || Automobilismo || Balli latino americani
|| Podismo/camminate || Golf || Non amo lo sport

19 - Quanti sms scrivi al giorno con il tuo cellulare?
Non ho il cellulare || 0 x || 1-3 || 4-9 || 10-30 || 31 +

20 - La salute è il bene più prezioso che ci sia. Sei d'accordo?
Per niente || Poco || Abbastanza || Molto x

21 - Quando scrivi al computer utilizzi le lettere K al posto delle lettere C, oppure utilizzi abbreviazioni (cm, cmq, qlcs, xò, cs, e così via...)?
Mai || Raramente x || Frequentemente || Sempre

22 - Come ti senti dentro?
Un bambino || Un ragazzo || Giovane x || Maturo || Anziano

23 - Potendo scegliere, quanti anni vorresti avere?
Scrivi l'età nel campo seguente (in cifre): 24 Ma in realtà ne hai: 29

24 - Quanti ottimi amici ritieni di possedere?
0 || 1 || 2-3 || 4-7 x || 8 +

25 - Quale aggettivo tra i seguenti ti si addice maggiormente?
Ribelle || Anticonformista x || Consapevole || Folle || Conformista

RISULTATO DEL TEST la tua età mentale è di 36 anni

hai una mente abbastanza giovanile, anche se non sei più adolescente.