Ruolo di genere
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la concezione di Talcott Parsons' sui ruoli di genere
Lavorando negli Stati Uniti, Talcott Parsons[1] ha sviluppato un modello della famiglia nuclearefamiglia nucleare era considerata la struttura famigliare predominante.) Ha paragonato la concezione strettamente tradizionale dei ruoli di genere ad una concezione più liberale. nel 1955. (In quel luogo e tempo, la
Parsons credeva che il ruolo femminile fosse espressivo, mentre quello maschile, secondo la sua concezione, era strumentale. Credeva che le attività espressive di una donna completassero le funzioni 'interne', per esempio di rafforzare i legami tra i membri della famiglia. L'uomo, d'altro canto, sviluppava le funzioni 'esterne' di una famiglia, come la fornitura di supporto monetario.
Il modello di Parsons è stato usato per contrastare e illustrare le posizioni estreme sui ruoli di genere. Il modello A descrive la separazione totale dei ruoli di maschio e femmina, mentre il modello B descrive la dissoluzione completa delle barriere tra i ruoli di genere [2].
| Modello A - Divisione totale dei ruoli | Modello B - Dissoluzione completa dei ruoli | |
| Istruzione | Istruzione specifica dei generi; l'alta qualificazione professionale è importante solo per l'uomo | Scuole co-educative, stessi contenuti delle classi per ragazzi e ragazze, stessa qualificazione per uomini e donne. |
| Professione | Il posto di lavoro non è l'area principale delle donne; l'avanzamento professionale e della carriera viene considerato futile per le donne | Per le donne, la carriera è tanto importante quanto per gli uomini. Per questo le opportunità professionali per gli uomini e per le donne sono necessarie. |
| Faccende domestiche | La cura delle faccende domestiche e dei figli sono le funzioni principali della donna, la partecipazione dell'uomo in queste funzioni è solo parzialmente voluta. | Tutte le faccende domestiche sono svolte da entrambe le parti contraenti il matrimonio in parti uguali. |
| Potere decisionale | In caso di conflitto, l'uomo ha sempre l'ultima, per esempio, nello scegliere il posto in cui vivere, nella scelta della scuola per i bambini, nell'acquisto delle decisioni | L'uomo non può dominare la donna; le soluzioni non sempre seguono il principio di trovare decisioni concertate; questo potrebbe portare a vacanze separate o alla vita in diversi appartamenti. |
| Istruzione e cura dei figli | La donna si prende cura della maggior parte di queste funzioni; istruisce i figli e li accudisce in ogni aspetto | L'uomo e la donna condividono queste funzioni in parti uguali. |
Entrambe le posizioni estreme sono difficili da trovare nella realtà. Il comportamento reale degli individui di solito si colloca a metà tra i due poli. Il 'modello' più comune nella vita reale è il modello del "doppio ruolo" (vedi Femminismo).
In base all'approccio interazionale, i ruoli (tra cui i ruoli di genere9 non sono fissi, ma vengono costantemente negoziati dagli individui.
I ruoli di genere possono influenzare tutti i tipi di comportamento, come la scelta dell'abbigliamento, la scelta del lavoro e delle relazioni interpersonali; p.e. lo stato genitoriale (vedi anche la sociologia della paternità).
biologia
Il ruolo dei generi è stato a lungo un argomento del dibattito Natura/Educazione: le teorie tradizionali sul genere ritengono che l’identità di un genere, e dunque il ruolo di un genere, sia un fatto naturale. Per esempio, si afferma spesso nell’Occidente ed in altre società che le donne sono più naturalmente atte a prendersi cura dei bambini. L’idea che le differenze nei ruoli dei generi abbia origine nelle differenze nella biologia ha trovato supporto in parte della comunità scientifica. L’antropologia del XIX° secolo utilizza a volte descrizioni della vita delle società [paleolitiche] basate su caccia e raccolta per le spiegazioni sull’evoluzione delle differenze fra i generi. Per esempio, queste considerazioni asseriscono che la necessità di prendersi cura della prole possa aver limitato la libertà delle donne di cacciare e di assumere posizioni di potere.
Ruoli di genere e femminismo
terminologia
Notare che alcune persone considerano tutti o alcuni dei seguenti termini con una connotazione negativa.
- Un uomo che adotti (o che venga percepito come facente) un ruolo femminile potrebbe essere descritto come effemminato, ambiguo o dell'altra sponda. È possibile che vengano usati termini peggiorativi quali mollaccione, codardo, cocco di mamma o senza spina dorsale.
- Una donna che adotti (o che venga percepita come facente) un ruolo maschile potrebbe essere descritta come femmina rude o come maschiaccio.
il ruolo dei generi nelle carceri
Il ruolo dei generi nelle carceri va oltre la battuta: “Non far cadere la saponetta”. La verità è che alcuni carcerati, o per scelta o per imposizione forzata, assumono rigidi “ruoli femminili” secondo le linee-guida del carcere. Per esempio, una “femmina” in carcere è visto come un individuo timido, sottomesso, passivo, e uno strumento di piacere sessuale. Entrando nell’ambiente del carcere alcuni detenuti “cambiano sponda” per libera scelta personale, indicando il loro ricercare attivamente il “ruolo femminile” nel carcere per ottenere una qualche forma di potere e/o prestigio sociale. Altri, detenuti sfortunati, sono forzati a calarsi in attività del “ruolo femminile” attraverso coercizione; le più comuni implicano abuso fisico. I detenuti che sono forzati a “cambiare sponda” sono comunemente definiti “punk”. Altri termini usati per descrivere detenuti “femmine” sono “ragazze”, “bambini”, e “checche”. Alcune di queste etichette possono essere usate come metodo per descrivere lo status attribuito a qualcuno. Per esempio un “bambino” è qualcuno che è solitamente dominato dal suo padrone, o “babbo”. Il “babbo” è solitamente qualcuno con un alto status e prestigio sociale all’interno del carcere (come un capo della gang). Il ruolo “femminile” si forma attraverso l’immagine che riflette ciò che i detenuti percepiscono come uomo. Per esempio, i detenuti vedono gli uomini come forti, potenti, prestigiosi e dotati di personalità inflessibile. Comunque, i detenuti non si riferiscono alle guardie donne, che hanno potere e prestigio sui detenuti, come maschi. Le guardie donna sono comunemente definite “maschiacci”, “bocchinare” o lesbiche. Questi ruoli sono anche assunti nelle carceri femminili. [3]
Le donne che entrano nelle carceri spesso entrano “volontariamente” nel lesbismo, come come mezzo di protezione da “gang” di femmine più forti. Facendo ciò, assumeranno il ruolo sottomesso verso una femmina dominante in cambio della protezione da parte della dominante. Coloro che non entrano volontariamente nel lesbismo verranno prima o poi violentate in gruppo, per venire introdotte nel circolo, e saranno chiamate “pecore”, indicando che chiunque può possederle. È per evitare questo status che la maggior parte delle detenute “scelgono” una compagna, o permettono di essere scelte come “compagne”, in modo da rendersi disponibili per un numero minimo di partner durante la loro detenzione, invece che un numero maggiore. Quindi, in un certo senso, una detenuta sottostà ad un ruolo femminile nel sistema del carcere o per scelta o per piegarsi ad un'eccessiva coercizione, ed è questo piegarsi che ha dato il nome “femmine” ai detenuti maschi, e che identifica le detenute più forti all’interno di un carcere femminile come “maschi”. [3]
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